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Visita della chiesa


L’attuale chiesa del Santo Sepolcro è il risultato di numerosi interventi che nei secoli hanno contribuito ad aggiornare le strutture ai diversi usi e al gusto dell’epoca. La pianta di impostazione romanico-lombarda conserva la struttura conferitagli nel XIV secolo, ma i cambiamenti più radicali risalgono all’età borromaica e al XIX secolo.

Un atrio, attribuito al Ricchino, unificato da due cappelle laterali con affreschi di Carlo Bellosio e pale d’altare di Carlo Francesco Nuvolone, permette l’accesso alla navata centrale. La navata principale è affiancata da due navate laterali sormontate da un matroneo. I lavori del Trezzi del 1605 hanno trasformato i matronei in tribune chiuse e sostituito i pilastri in mattoni della navata con possenti colonne composite in granito e basamento in marmo di Candoglia. Nelle navate laterali le campate sono scandite da lesene con decorazioni in finto granito e formelle in bassorilievo raffiguranti le stazioni della Via Crucis. Le navate si concludono verso l’altare con le quattro statue di Sant’Orsola, Sant’Anna, San Giuseppe e San Giovanni.

Nei transetti destro e sinistro dei gruppi scultorei in terracotta policroma rappresentano tre scene della Passione di Cristo e la lavanda dei piedi.

L’abside settecentesca accoglie la complessa struttura dell’altare improntata sul tema della morte e resurrezione di Cristo. Fu il diciottesimo secolo che lasciò un segno irreversibile all’interno della chiesa: oltre che nella sontuosa abside, lo stile barocco settecentesco è evidente nelle numerose decorazioni in stucco e disegni a foglia d’oro.

Allo scopo di ridare alla chiesa, almeno all’esterno, l’antico volto romanico precedente ai rifacimenti barocchi, furono effettuati a partire dal 1894 importanti e radicali interventi architettonici.

Leonardo da Vinci, Manoscritto B, f. 57r, Parigi, Institut de France